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Salute: Coldiretti, dopo carnevale 15 milioni di chili da smaltire

Il carnevale lascia agli italiani 15 milioni di chili da smaltire. Una 'zavorra' causata dai dolci tipici di questa festa, fatti nella maggioranza dei casi di ingredienti semplici, ma calorici, come farina, zucchero, burro miele e uova. E' il calcolo della Coldiretti, che stima in circa 20 mila tonnellate le frittelle, castagnole, frappe, chiacchiere e altre specialità regionali consumate dagli italiani durante il periodo di carnevale, per una spesa complessiva pari a 150 milioni di euro.

"Le abbuffate di berlingozzi e cenci in Toscana, cicerchiata in Abruzzo, brugnolus e orillettas in Sardegna, galani in Veneto, sfrappole in Emilia Romagna, bugie in Liguria, chiacchiere in Basilicata, struffoli e sanguinaccio in Campania, crostoli in Friuli, frappe e castagnole nel Lazio, pignolata in bianco e nero in Sicilia e grostoi in Trentino hanno lasciato in eredità - dice Coldiretti - un aumento di peso medio di circa 250 grammi per abitante, favorito anche dai prezzi contenuti nel settore alimentare dove i dolci tipici hanno subito rincari inferiori all'1%, secondo l'Adoc", ricorda l'associazione.

"Niente di molto grave se si considera che - precisa la Coldiretti - si tratta di una occasione che si ripete solo una volta all'anno. Secondo gli esperti, per rimettersi in forma è consigliabile una breve dieta a base di cibi leggeri, ricca di frutta e verdura con il consumo di molta acqua che va accompagnata dalla ripresa dell'attività fisica. La festa di carnevale - ricorda l'associazione - prende le mosse dalla tradizione della campagna, dove segnava il passaggio tra la stagione invernale e quella primaverile e l'inizio della semina nei campi che doveva essere festeggiata con dovizia".

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