Codice di autoregolamentazione "Internet e minori"
Contro le insidie che la Rete può riservare ai più piccoli esiste il Codice di autoregolamentazione "Internet e minori". Firmato il 19 novembre 2003 dall’ex ministro delle Comunicazioni, Maurizio Gasparri, e dall’ex ministro per l'Innovazione Tecnologica, Lucio Stanca, assieme alle più rappresentative associazioni di provider, il Codice si ispira al principio di co–regolamentazione: l'industria si impegna a darsi regole e ad adottarle, mente un organismo di controllo pubblico vigila sul rispetto delle stesse regole in una sorta di "autoregolamentazione regolata".
Questi i principali strumenti per la tutela dei minori che i fornitori di accesso alla Rete aderenti al Codice si impegnano ad offrire
- un marchio di identificazione e garanzia (Internet@minori), un bollino blu che rimanda a pagine web specifiche con le quali dare informazioni per un uso sicuro di Internet
- servizi di navigazione differenziata, che impediscono ai minori di incontrare siti dannosi alla loro crescita
- classificazione dei contenuti, che vanno subordinati ad accesso condizionato
- sistemi di individuazione dell’età dell’utente, pur nel rispetto delle norme sul trattamento dei dati personali
- custodia delle password di accesso ai servizi assegnate agli utenti con adeguate misure di sicurezza
- protezione dell’anonimato anche se l’aderente al Codice dovrà essere effettivamente informato della reale identità del soggetto cui è concesso di fruire dell’anonimizzazione; in ogni caso, l’aderente eroga i propri servizi solo ed esclusivamente a utenti identificati direttamente o identificabili tramite elementi univoci anche se indiretti.
Gli aderenti al Codice, inoltre, assicurano di impegnarsi nella
- gestione dei dati utili alla tutela dei minori nella misura in cui assicurano di conservare per almeno sei mesi i registri di assegnazione degli indirizzi Ip e il numero Ip utilizzato per l’accesso alle eventuali funzioni di pubblicazione dei contenuti
- lotta alla pedo-pornografia on-line attraverso la conservazione del numero Ip utilizzato dall’utente per l’accesso alle funzioni di pubblicazione dei contenuti, anche se ospitati gratuitamente, e la collaborazione con le autorità competenti, in particolare con il Servizio della Polizia Postale e delle Comunicazioni, al fine di rendere identificabili gli assegnatari delle risorse di Rete utilizzate per la pubblicazione dei contenuti ospitati presso i propri server, entro e non oltre i tre giorni lavorativi successivi al ricevimento del provvedimento dell’autorità richiedente.
La vigilanza sulla corretta applicazione del Codice è affidata al Comitato di Garanzia. Composto da undici membri (4 designati dalle associazioni dei provider, 4 da funzionari ministeriali, 3 da associazioni per la tutela dei minori), il Comitato ha poteri di vigilanza e di segnalazione di eventuali infrazioni al Codice stesso. Chiunque ritenga che sia intervenuta una violazione degli obblighi da parte di un aderente al Codice può comunicarlo, per via telematica, al Comitato. A questo punto si apre il procedimento di autodisciplina. Le sanzioni previste sono: il richiamo, la censura, la revoca dell’autorizzazione all’uso del marchio "Internet e Minori" e, infine, la pubblicazione dei provvedimenti di revoca sull’apposito sito web previsto dal Codice.
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