Sanita'

a cura di Intrage

Le allergie e le intolleranze alimentari

Aprile 2010 - La stagione delle allergie ai pollini che riempono l'aria di città e campagne all'inizio di primavera inizia a farsi sentire. Tuttavia molti italiani soffrono anche di allergie di tipo alimentare, che non hanno stagionalità. Cibi comuni, come latte vaccino, uova o pesce, ma anche noci, frutta, legumi e cereali possono essere alimenti vietati per molte persone che soffrono di "reazioni avverse", di rifiuto, che si manifestano in allergie o in intolleranze alimentari.

I sintomi delle allergie alimentari sono simili a quelle provocate dai pollini. Sono comuni a entrambi i fenomeni allergici gli arrossamenti pruriginosi della pelle, eczemi, eruzioni o gonfiori, orticaria, arrossamenti e bolle, dermatiti. Ma anche irritazione delle labbra e della bocca, la sindrome orale allergica, problemi respiratori (riniti, congiuntiviti, asma) o problemi gastrointestinali come nausea, vomito, dolori addominali e diarrea.

I passi per diagnosticare questo tipo di disturbi sono stati spiegati dal prof. Giampiero Patriarca, direttore del Servizio di allergologia del policlinico di Roma A. Gemelli nel corso di un convegno. Il sintomo deve essere confermato da una serie di esami clinici. I prick test, i test della puntura, sono gli esami cutanei che vengono effettuati per primi: sulla pelle è inciso un piccolo taglietto su cui è versato una goccia di estratto, l’allergene. L’eventuale irritazione della pelle è un primo segnale di allergia. Il test può essere confermato utilizzando direttamente l’alimento fresco al posto dell’estratto, il cosiddetto test "prick by prick". La ricerca nel sangue di anticorpi contro l’alimento e l’ingestione, sotto controllo medico, dell’alimento sospetto confermano la diagnosi.

La prima terapia dell’allergia alimentare è l’esclusione dalla dieta dell’alimento verso cui la persona è allergica. Alcuni farmaci possono poi essere utili per calmare le manifestazione dell’allergia. In alcuni casi, ingerendo dosi crescenti del cibo verso cui si è allergico il corpo si può riabituare alla sua presenza e non considerarlo più pericoloso. È la terapia desensibilizzante specifica per via orale.

La maggior parte delle reazioni avverse agli alimenti sono, però, forme di intolleranze: il cibo non è corettamente digerito e assimilato dall’organismo perché questi non produce le proteine che lo degradano, gli enzimi digestivi, o perché la presenza di batteri ne impedisce lì’assorbimento. I disturbi legati alle intolleranze sono diversi da quelli delle allergie e includono difficoltà a digerire, nausea, vomito, dolori addominali e diarrea. L’esclusione dell’alimento dalla dieta è il rimedio d’eccellenza per l’intolleranza. In alcuni casi la "terapia desensibilizzante specifica per via orale" può avere un buon effetto.

Gli esperti sottolineano anche il rischio di shock anafilattico, una manifestazione infiammatoria improvvisa, causata dagli allergeni, che non si limita ad una parte dell’organismo ma che coinvolge tutto il corpo mettendo in pericolo la vita delle persone. Per questo, è importante che le persone allergiche si mantengano sotto controllo medico.

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