Marzo 2010 – L’attuale sistema di voto che regola in Italia le elezioni dei rappresentanti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica è in vigore nel nostro paese dal dicembre 2005, istituito dal governo Berlusconi. Il voto prevede un sistema proporzionale che limita le possibilità degli elettori di esprimere la propria preferenza diretta sulla scelta del candidato eletto. È la coalizione o la lista che decide chi far sedere in parlamento.
Da tempo al centro del dibattito politico e dell’ultimo referendum specifico del 22 e 23 giugno 2009, la legge elettorale ora funziona così.
Per la Camera dei deputati
Per l’elezione dei rappresentanti della Camera è ora in vigore il sistema proporzionale con premio di maggioranza. Quest’ultimo vuol dire che se la coalizione di liste, o una singola lista, che vince le elezioni, conquista il maggior numero di voti a livello nazionale le viene assegnato il premio di maggioranza che consente alla forza politica vincente di arrivare al 53,8%, cioè alla maggioranza dei deputati.
Lo sbarramento al 4%
Al partito o alla lista che non raggiunge il 4% dei voti non viene assegnato alcun seggio alla Camera. Per le liste in coalizione è in vigore lo sbarramento al 2%.
Assegnazione dei seggi in modo proporzionale nelle circoscrizioni
L’attuale legge elettorale prevede la candidatura multipla sia per la Camera dei Deputati che per il Senato. Questo vuol dire che un candidato si può presentare agli elettori in alcune o in tutte le circoscrizioni. I seggi vengono infatti attribuiti alle liste secondo l'ordine di presentazione dei candidati tranne in un caso: quello dei dodici deputati e dei senatori eletti, con sistema proporzionale e possibilità di voto di preferenza, dai cittadini italiani residenti all'estero per la circoscrizione Estero.
Per il Senato della Repubblica
Per l’elezione dei rappresentanti del Senato è ora in vigore il sistema proporzionale con premio di maggioranza. Questo premio è attribuito su base regionale alla singola lista o alla coalizione di liste che ottiene un maggior numero di voti.
Lo sbarramento
Al Senato lo sbarramento per le coalizioni di liste è al 3%; all’8% per la lista non in coalizione.
Un po’ di storia sulla legge elettorale
Gettando uno sguardo al passato, in Italia siamo vissuti in un sistema proporzionale puro, diverso da quello introdotto dal governo Berlusconi, fino al referendum popolare del 1993. Fino ad allora, la legge elettorale italiana era rimasta invariata per quasi 50 anni dalla nascita della Repubblica Italiana nel 1946.
Grazie alla legge Mattarella del 4 agosto 1993, il sistema elettorale è passato dal proporzionale puro ad un sistema misto. Per i successivi 12 anni in Italia la legge elettorale prevedeva un 75% di maggioritario e un 25% di proporzionale.
Il referendum del 22 e 23 giugno 2009
I tre quesiti referendari sono finalizzati a modificare il sistema proporzionale attuale in vigore alla Camera e al Senato. In sintesi il primo quesito mira ad assegnare, per le elezioni alla Camera, il premio di maggioranza alla singola lista su base nazionale e non più alla coalizione di liste. Il secondo quesito che riguarda le elezioni al Senato, mira anche in questo caso ad attribuire il premio di maggioranza alla singola lista, su base regionale. Il terzo quesito invece propone di abolire la possibilità ai candidati di Camera e Senato di potersi presentare in più circoscrizioni. Con il referendum invece rimangono invariate le seguenti cose: si potrà indicare la preferenza per il candidato alla Presidenza del Consiglio e non si può indicare la preferenza sulla scheda elettorale.
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